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Cenni Storici su Ponte a Egola (english version below)

Le prime notizie del ponte sulla strada pisano-fiorentina risalgono al XIV secolo. All'inizio del 1700 ancora non esistevano abitazioni in muratura lungo la strada, ma solo alcune capanne di contadini. Fin dal 1730 gli abitanti del territorio di Ponte a Egola appartenevano ai popoli di Cigoli e Stibbio. Nel 1742 Ponte a Egola è nominata come località e sulla strada intorno al ponte vivevano una trentina di famiglie. Molto importante per lo sviluppo del borgo fu l'azione dei Lorena; l'abolizione dei dazi e la sistemazione della rete viaria consentirono l'incremento della popolazione e
l'aumento dei traffici. Alla fine del '700 il borgo poteva contare su circa 300 abitanti. Nella seconda metà del XIX secolo, con l'istituzione della parrocchia e la costruzione della Chiesa del Sacro Cuore, Ponte a Egola acquistò una propria autonomia staccandosi definitivamente da Cigoli e Stibbio. Il villaggio in questo periodo era formato da due nuclei di case: uno, il Ponte a Egola, vero e proprio intorno al ponte, l'altro a ridosso delle colline di San Romano, chiamato Marinellato perché anticamente abitato dalla famiglia Marinelli. L'attività conciaria, che a fine '800 contava appena 6 concerie e dieci anni più tardi, dall'Arno all'Egola circa 60, comincia a diffondersi intorno alla metà del secolo. Con il boom economico degli anni '60, questa frazione conosce uno sviluppo straordinario assumendo le caratteristiche di un importante centro industriale, acquistando il primato nella produzione del cuoio e diventando un punto di riferimento non solo vitale per il comune di San Miniato, ma importante anche per l'economia nazionale del settore.

History of Ponte a Egola

The first news of the bridge on the road Pisa-Florence go back to fourteenth century. At the beginning of 1700 there were still no masonry houses along the road, but only a few huts of peasants. Since 1730 the inhabitants of the territory of Ponte a Egola belonged to the people of Cigoli and Stibbio. In 1742 Ponte a Egola is appointed as locations and on the road around the bridge lived thirty families. Very important for the development of the village was the work of Lorraine, and the abolition of duties and the provision of roads allowed the increase in population and the increase in traffic. At the end of'700 the village could count on about 300 inhabitants. In the second half of the nineteenth century with the establishment of the parish and the construction of the Church of the Sacred Heart, Ponte a Egola bought their own autonomy braeking away by Cigoli and Stibbio. The village in this period was made up of two nucleus of houses: one, Ponte a Egola, real around the bridge, the other
behind the hills of San Romano, called Marinellato because once inhabited by the Marianelli’s family. The tanning business, which at the end of'800 just 6 tanneries and ten years later, from river Arno to river Egola about 60, started to spread around the middle of the century. With the economic boom of the'60s, this fraction knows an extraordinary development assuming the characteristics of an important industrial centre, gaining the primacy in the production of leather and becoming a point of reference not only vital to the town of San Miniato, but also important for the national economy sector.

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